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LA CARNE SCRIVE

 STUDIO SULLE FOTOGRAFIE DI GERMANA STELLA

La carne può scrivere? Cosa resta della sua grafia? Cosa va via? A queste, e forse anche ad altre domande, risponde la fotografia di Germana Stella. Dove la carne incide, non è incisa. Il segno sensibile si lancia sullo sfondo bianco, come il segno alfabetico fa sulla pagina. Le figure sono sempre già in opera. Nessun suggeritore. I significati non sostano su alture invisibili: agiscono. Nessun padrone sussurra alla materia cosa fare. La comunicazione si svolge in uno spazio finito, completo, circoscritto. La carne esaurisce in sé il senso: è la realtà tagliata, estratta, accarezzata. La carne è tutto: il corpo solitario, i corpi che si abbracciano, gli sguardi che puntano altrove, i tessuti, i tagli operati sulle forme. Nella fotografia di Germana Stella, non c’è traccia di dualismi desueti: l’essenza non è separata dall’ornamento; la finzione non è posticcia, ma fa parte della composizione; la decorazione è decoro. Così la carne scrive e si scrive. Si modifica, fotografandosi. Si sottrae alla macellazione dell’oppressione, al giudizio paternalistico, alla prigione dei diktat. Perciò, la traccia di questa grafia appare come irregolare. Germana Stella ritrae il momento in cui il codice, dimenticandosi di sé, si trasforma in eccezione: ecco i corpi emarginati, le forme escluse, i contatti inimmaginabili. La carne, quando scrive, scrive del rimosso. O meglio: lo integra nel mondo, lo rende visibile, lo estetizza. Ogni posa è una lettera che compone l’alfabeto di questa scrittura sensibile, il cui ordine risiede nella visione profonda: l’irregolarità è superficiale, così come la stasi. Le proposizioni estetiche, presentate da Germana Stella, possiedono una regolarità viscerale, legata al movimento. Alle infinite combinazioni dei modi di essere, corrispondono le possibilità della scrittura della carne. A ben vedere, in queste fotografie, ciò che emerge è ciò che lo sguardo ha negato, violentemente. L’occhio della dominazione ha sempre triturato la carne: l’ha relegata a strumento, ricettacolo, cosa. Ne ha scritto, non ha permesso che scrivesse. Germana Stella ha dato alla carne l’occasione di trasformare lo sguardo; ha liberato l’oppresso dal giogo dell’oppressore; ha reso possibile un respiro.


PROFILO DI GERMANA STELLA

https://www.instagram.com/je_suis_bordeaux/

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